ABROGAZIONE SCHEDA CARBURANTE

La Legge di Bilancio 2018 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica tramite il canale SDI per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate verso soggetti privati residenti o stabiliti in Italia.

Sull’onda di questa importante novità, tale Legge modifica anche la disciplina che riguarda l’acquisto di carburanti e lubrificanti, da parte dei soggetti passivi IVA. A partire dal 1° luglio 2018 Viene infatti istituito l’obbligo di fatturazione elettronica per gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione, da parte di soggetti passivi IVA. Dalla stessa data sono inoltre abrogate le specifiche norme relative alla scheda carburante (utilizzo, modalità di compilazione, tenuta e conservazione del documento).

Ne consegue che imprese e professionisti (soggetti passivi IVA) non potranno più compilare la scheda carburanti per documentare l’acquisto, ma riceveranno dall’esercente dell’impianto stradale di distribuzione, tramite canale SDI, apposita fattura che sarà obbligatoriamente elettronica e in formato .xml.

La Legge di Bilancio 2018, con l’aggiunta del comma 1-bis all’art. 164 TUIR dispone, inoltre, che le spese per carburante per autotrazione saranno deducibili solo se effettuate esclusivamente mediante carta di credito, carte di debito o carte prepagate, emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dell’articolo 7, comma 6, D.P.R. n. 605/1973. Stesso discorso vale per il diritto alla detrazione dell’IVA in quanto la Legge di Bilancio modifica in modo analogo l’art. 19-bis del D.P.R. n. 633/72.

In sintesi, quindi, a decorrere dal 1° luglio 2018, gli acquisti di carburante per autotrazione dovranno essere documentati esclusivamente da fattura elettronica e il relativo costo sarà deducibile (nelle percentuali normativamente previste) e la relativa IVA detraibile solo se i pagamenti sono stati effettuati mediante “moneta elettronica”.

Agli esercenti degli impianti di distribuzione di carburante viene infine riconosciuto un credito di imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire del 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico.

Studio Gandolfo Marco

CCNL TERZIARIO – CONFCOMMERCIO: EROGAZIONE DELLA TRANCHE DI AUMENTO SOSPESA DI NOVEMBRE 2016

L’accordo 30 marzo 2015 per il rinnovo del CCNL per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi ha stabilito un incremento retributivo a regime per il IV livello, con relativa riparametrazione sugli altri livelli contrattuali, pari ad 85,00 euro mensili.
In considerazione dell’andamento economico non favorevole, con successivo accordo integrativo del 24 ottobre 2016, le Parti hanno convenuto la sospensione dell’aumento di novembre 2016, rinviando ad un successivo incontro la fissazione di una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali.
Con decorrenza agosto 2017 è stata confermata l’erogazione della tranche di aumento fissata dal CCNL 30 marzo 2015, rimanendo ancora sospesa quella di novembre 2016.
CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia, con Nota n. 141 del 29 settembre 2017 pubblicata sul proprio sito associativo, rende nota con soddisfazione la sottoscrizione con FILCAMS – CGIL, FISASCAT – CISL, UILTUCS – UIL, dell’accordo integrativo del 26 settembre 2017 al CCNL del Terziario,
Distribuzione e servizi del 30 marzo 2015, con cui viene definita l’erogazione della tranche di aumento sospesa.

EROGAZIONE DELL’ULTIMA TRANCHE DI AUMENTO

L’aumento retributivo, a suo tempo sospeso, pari ad euro 16,00 per il IV livello, con relativa riparametrazione sugli altri livelli contrattuali, andrà riconosciuto nel mese di marzo 2018.
Si ricorda che gli importi degli incrementi fissati per novembre 2016 dal CCNL 30 marzo 2015 e da corrispondere alla suddetta nuova scadenza risultano i seguenti:

Operatori di vendita

In virtù del suddetto aumento, a decorrere dal 1° marzo 2018 gli importi dei minimi
contrattuali, calcolati redazionalmente, risultano i seguenti:

Operatori di vendita

(*) Gli importi della paga base sono stati calcolati redazionalmente, sommando agli importi vigenti in precedenza (a partire da agosto 2017) l’aumento retributivo di marzo 2018. Si sottolinea che gli importi della paga base in ragione degli incrementi retributivi complessivi, come definiti dalle Parti nell’accordo di rinnovo del 30 marzo 2015, differiscono dai suddetti relativamente al VII livello (758,65) e all’operatore di vendita I categoria (1.031,24).

DECORRENZA E DURATA

Fatto salvo che le disposizioni della presente intesa sono parte integrante del CCNL 30 marzo 2015 e che lo stesso decorre dal 1° aprile 2015, la scadenza contrattuale, in ragione dell’aumento fissato a marzo 2018, viene prorogata dal 31 dicembre 2017 al 31 luglio 2018.

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

Allo scopo di contrastare fenomeni di dumping, soprattutto retributivo, a garanzia di normali condizioni di concorrenza tra le imprese, le Parti concordano che gli aumenti contrattuali definiti dal CCNL Terziario, Distribuzione e servizi, in quanto contratto nazionale maggiormente applicato nell’ambito dell’intero settore terziario, rappresentino il minimo inderogabile anche per tutti gli altri contratti che insistono sulla stessa sfera di applicazione; quindi tali aumenti devono costituire “una previsione non diversificabile in altri accordi collettivi di pari livello nazionale.”
La violazione di tale impegno mediante minori previsioni a valenza economica, contenute in CCNL sottoscritti dalle Parti firmatarie del suddetto contratto nazionale, inerenti lo stesso ambito applicativo, sarà automaticamente recepita nel suddetto CCNL. Tale recepimento determina l’interruzione delle obbligazioni retributive rimanenti nell’ipotesi di maturazione parziale delle stesse fino al riallineamento ai suddetti valori.
Anche le altre misure di carattere economico dovranno essere comunque complessivamente equivalenti.

 

 

CCNL TERZIARIO – CONFCOMMERCIO: SOSPENSIONE AUMENTO DI NOVEMBRE 2016

 

Con Nota del Direttore di Confcommercio n. 9799 del 25 ottobre 2016 viene comunicato che in data 24 ottobre 2016, tra la stessa CONFCOMMERCIO, FILCAMS – CGIL, FISASCAT – CISL, UILTUCS – UIL, è stato stipulato l’accordo integrativo al CCNL del terziario distribuzione e servizi del 30 marzo 2015 relativo alla sospensione dell’erogazione della tranche di incremento retributivo stabilita a partire da novembre 2016.

Tale decisione è stata convenuta in considerazione dell’andamento economico, caratterizzato ancora da evidenti segnali d’incertezza e dal fatto che il Pil 2016 sarà rivisto al ribasso, con prossima revisione da parte del Governo delle stime della crescita per i prossimi anni.

Quindi, visto l’adeguamento dell’indicatore economico dei prezzi al consumo con una riduzione percentuale sul 2016 e sul 2017 e tenuto conto degli importi ad oggi corrisposti, la tranche di aumento di novembre 2016, pari ad euro 16,00 per il IV livello non va corrisposta.

Di conseguenza, gli importi dei minimi contrattuali rimangono quelli fissati con decorrenza giugno 2016 nelle seguenti misure:

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(*) Gli importi della paga base sono stati calcolati redazionalmente, sommando agli importi vigenti in precedenza l’aumento retributivo di giugno 2016, come comunicati da Confcommercio.

Inoltre, con l’accordo integrativo del 24 ottobre 2016 le Parti hanno concordato un prossimo incontro entro e non oltre il 5 dicembre 2016 per la definizione di una nuova decorrenza degli aumenti contrattuali.

Retribuzioni a lavoratori e collaboratori: escluso il pagamento in contanti.

 

Si avvia ad essere approvato in tempi brevi dal Senato il disegno di legge che introduce l’obbligo di tracciabilità delle retribuzioni versate dalle aziende ai dipendenti, ai collaboratori e ai soci lavoratori di cooperativa.

I datori di lavoro saranno tenuti a corrispondere la paga mediante bonifico bancario, in contanti presso uno sportello bancario o postale o con assegno consegnato direttamente al lavoratore.

La finalità del provvedimento è quella di evitare la corresponsione di retribuzioni in nero o inferiori rispetto ai minimi contrattuali.

A breve potrebbe diventare obbligatorio sia per i datori di lavoro che per i committenti che corrispondono ai lavoratori retribuzioni e anticipi, avvalersi di un istituto bancario o di un ufficio postale.

Quali sanzioni in caso di violazione degli obblighi? La novità è prevista da una proposta di legge presentata nel maggio del 2013 e approvata dalla Camera dei Deputati il 15 novembre scorso. Nel caso di violazioni scatta una sanzione amministrativa da 5 mila a 50 mila euro.

Il disegno di legge passa ora al Senato, ma è ipotizzabile che il provvedimento possa concludere l’iter, visto che già alla Camera è stato approvato quasi all’unanimità.

Sarà nostra premura aggiornarVi tempestivamente appena ci saranno novità in merito.

Studio Gandolfo Marco

 

IMPORTANTE: COMPENSAZIONI CREDITO IVA E IMPOSTE MODELLO F24

Compensazioni credito IVA e imposte modello F24: nuovi pesanti obblighi per professionisti e imprese dopo il Decreto Legge 50/2017. Ecco cosa cambia e tutte le novità introdotte.

Compensazione modello F24: ecco tutte le regole, gli importi e le nuove modalità per l’utilizzo dei crediti di imposte e tasse a partire dal 24 aprile 2017, ovvero la data di entrata in vigore del Decreto Legge 50/2017.

L’articolo 3 del DL 50/2017, infatti, prevede nuove “disposizioni di contrasto alle indebite compensazioni”. In particolare, viene abbassato da 15.000 a 5.000 euro il limite della compensazione libera dei crediti IVA. In altre parole, per compensazioni IVA in F24 superiori ad euro 5.000 sarà necessario utilizzare il visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato.

Contemporaneamente è stato introdotto l’obbligo di inviare telematicamente tramite Entratel/Fisconline i modelli F24 contenenti compensazione con crediti derivanti da qualsiasi imposta sui redditi o addizionale, ritenuta alla fonte, imposta sostitutiva sul reddito, Irap e crediti d’imposta di cui al quadro RU della dichiarazione dei redditi. In altre parole, a partire dal 24 aprile 2017 tutte le compensazioni di qualsiasi imposta e di qualsiasi importo eseguite da soggetti titolari di partita IVA devono transitare da Entratel o Fisconline. Fino al 23 aprile, invece, l’obbligo c’era solo per compensazioni IVA superiori a 5.000 euro.

Facciamo quindi il punto su tutte le regole, gli importi e le nuove modalità di compensazione dei crediti fiscali fruibili nel modello F24 a partire dall’entrata in vigore del Decreto Legge 50/2017 dello scorso 24 aprile per i contribuenti titolari e non di partita IVA.

Compensazione modello F24 contribuenti titolari di partita IVA:

Saldo modello F24 Modalità di compensazione utilizzabile
Modello F24 con saldo positivo senza compensazioni Obbligo di Home Banking e facoltà canale intermediari
Modello F24 con saldo positivo e compensazione di qualsiasi tipo Obbligo di utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/F24 online)
Modello F24 con saldo zero Obbligo di utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/F24 online)

Riepilogando, per i contribuenti titolari di partita IVA il DL 50/2017 ha introdotto l’obbligo del canale dell’Agenzia delle Entrate per tutte le compensazioni nel modello F24, per qualsiasi tipologia di imposta a credito utilizzata. Questo comporterà inevitabilmente ulteriori costi amministrativi per le imprese, che dovranno pagare un professionista per il pagamento del modello F24.

Negli altri due casi – modello F24 con saldo positivo senza compensazioni e con saldo zero – la situazione rimane invariata. Nel primo caso, il contribuente titolare di partita IVA ha l’obbligo di pagamento tramite home banking (non può essere quindi utilizzato il modello F24 cartaceo). Nel caso della compensazione di un modello F24 con saldo finale uguale a zero, invece, rimane l’obbligo di pagamento tramite i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel ed F24 online).

Compensazione modello F24 cittadini contribuenti non titolari di partita IVA:

Saldo modello F24 Modalità di compensazione utilizzabile
Modello F24 con saldo positivo senza compensazioni È ammesso il pagamento del modello F24 cartaceo ovvero tramite home banking o canale intermediari
Modello F24 con saldo positivo e compensazione di qualsiasi tipo Home banking o canale intermediari
Modello F24 con saldo zero Obbligo di utilizzare i canali dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/F24 online)

Nel caso delle persone fisiche non titolari di partita IVA, a differenza di quanto previsto per imprese e autonomi, è prevista la possibilità di pagare il modello F24 cartaceo nel caso in cui lo stesso modello di pagamento non presenti alcuna compensazione. L’obbligo di pagamento tramite home banking o canale intermediari sussiste nel caso di modello F24 con saldo positivo e compensazioni di qualsiasi tipo e nel caso di modello F24 a saldo zero

 

DIMISSIONI VOLONTARIE

Oggetto: modalità di comunicazione delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro: comunicazione modalità operative TEMPORANEE di trasmissione

Con riferimento alla Circolare n. 12 del 4 marzo 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riguardante la tematica in oggetto, si comunica quanto segue.

A seguito dell’indisponibilità temporanea del sistema dovuta a ragioni di natura tecnica, al fine di adempiere all’obbligo di legge riguardante la comunicazione delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, l’utente dovrà compilare e trasmettere il modello allegato alla presente nota (disponibile a breve anche sul portale www.cliclavoro.it ), scegliendo una delle seguenti modalità operative:

  • recandosi presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente, che dovrà farsi carico del supporto operativo all’utenza, dell’identificazione della stessa, e del deposito della documentazione prodotta;
  • recandosi presso i soggetti abilitati di cui all’art. 26, comma 4 del D. Lgs. 151/2015, che dovranno farsi carico del supporto operativo all’utenza, dell’identificazione della stessa, e del deposito della documentazione prodotta;
  • compilando il modello in autonomia e trasmettendolo, dalla propria casella di posta elettronica, al seguente indirizzo: sdv@lavoro.gov.it . In tal caso sarà necessario allegare al modello in formato .pdf anche la copia del proprio documento di riconoscimento. Saranno considerate valide le comunicazioni, effettuate tramite una delle modalità sopra descritte, riferite ad eventi avvenuti a partire dal 3 ottobre u.s.

Ad integrazione della nota n. 33/5456 del 5 ottobre 2016 si forniscono le indicazioni supplementari di seguito riportate.

Le Direzioni Territoriali del Lavoro competenti e i soggetti abilitati di cui all’art. 26, comma 4 del D. Lgs. 151/2015 che supporteranno gli utenti nello svolgimento della procedura in oggetto, dovranno farsi carico, oltreché dell’identificazione del lavoratore e del deposito e conservazione della documentazione prodotta, anche della trasmissione della stessa.
In particolare la documentazione dovrà essere inviata, tramite posta elettronica, alla casella del datore di lavoro e, per conoscenza, al lavoratore stesso e al seguente indirizzo: infosdv@lavoro.gov.it.
Si precisa che il modulo di dimissioni, debitamente compilato in ogni sua parte, dovrà essere firmato sia dal lavoratore, sia dall’operatore che ha accompagnato l’utente nella procedura in questione.

Seguirà successiva comunicazione al ripristino del sistema.

modulo-di-recesso-rapporto-di-lavoro-05102016